SARAH

Il suo tema

LA MONDIALITA’ - di Sarah Bergoglio - 11 Febbraio 2007


La nostra società è ormai definita “globale” ed è sempre piu’ frequente il fenomeno dell’immigrazione, ma a volte è difficile convivere con le altre culture, bisognerebbe rispettarsi perché si arricchisce in questo modo la società.

Io sono sicurissima del fatto che ciò sia vero, infatti se tutte le culture potessero vivere insieme su questo mondo, uno solo per così tanta gente, in pace e armonia, potremmo imparare cose nuove e meravigliose sulle altre etnie e anche elargirne noi verso gli altri.

Conosceremmo così usi e costumi di altri popoli, tradizioni e modi di vivere e fare, che magari oggi troviamo strani, a volte addirittura assurdi se confrontati con i nostri; ma solamente in questo modo potremmo imparare anche ad amarli e a cancellare tutti i pregiudizi che si affollano nei nostri cuori e nelle nostre menti.

Già pregiudizi, stereotipi….sono questi che rovinano la nostra società e la nostra mente, facendoci pensare a cattiverie nei confronti di gente che il piu’ delle volte è solamente piu’ sfortunata di noi. Persone che magari vivono in paesi scossi dalla guerra, o che purtroppo non possiedono ancora un’economia sviluppata e quindi costretti ad andare in altri paesi, magari facendo i lavori più’ umili: perché odiarli per questo?

Perché odiare persone che stanno nuovamente subendo ciò che è successo ai nostri nonni o bisnonni?

Non riusciamo più a parlare di “ieri”, ormai si pensa solo più al “domani”, in nostro!

A volte alla gente con la pelle nera vengono rivolti sguardi malevoli, come per chi c’è l’ha gialla o rossa, e quando questo succede, io mi vergogno del colore della mia pelle, che si è sempre sentita predominante. Come vorrei che fossimo nati con la pelle dello stesso colore, un mix di tutte quelle esistenti e con un cervello di egual misura, perché vedo spesso che molte persone ne sono prive.

Mi ricordo che da piccola a volte a Natale chiedevo la pace nel mondo, oppure con i braccialetti della fortuna, ma questo non si avverava mai, eppure continuavo ad insistere e a sperare.

E’ così che bisognerebbe sempre comportarsi a questi riguardi, ma nessuno lo fà…

Ora, penso che nonostante i più grandi sforzi la pace nel mondo non verrà mai, forse in futuro ma non in quello più prossimo. Sarà che mi sto arrendendo alla fatalità degli eventi, ma io chi sono per cambiare le sorti dell’umanità? Bisognerebbe “contagiare” con questo pensiero così grande ed importante molte altre persone, ma spesso è come se le loro orecchie si rifiutassero di ascoltare.

Continuare ad insistere forse però è la miglior cosa, perché si sa, la speranza è l’ultima a morire.